Il disturbo post traumatico da stress: che cos’è e come riconoscerlo.
Il Disturbo da stress post-traumatico (PTSD) può insorgere nei casi in cui un soggetto abbia subìto o assistito ad un evento traumatico, catastrofico o violento e porta grande sofferenza e limitazioni nella vita quotidiana.
Vivere un evento traumatico è un’esperienza che mina profondamente il senso di sicurezza dell’individuo ma quando esso è troppo intenso il nostro cervello può non riuscire ad elaborarlo correttamente. Il PTSD insorge dunque a seguito di un’esperienza traumatica non correttamente elaborata e si distingue dal naturale processo di elaborazione di un’ esperienza di vita avversa per la durata e l’intensità della sofferenza che l’individuo sperimenta: se la sofferenza della vittima e i sintomi ad essa collegati si protraggono per oltre un mese dall’esposizione al trauma e interferiscono significativamente con la vita lavorativa, sociale o scolastica dell’individuo, potrebbe essere in atto un PTSD.
Le manifestazioni di questo disturbo sono molteplici e portano la persona a rivivere ripetutamente il momento del trauma. Ciò può avvenire sotto forma di flashback, cioè percezione di star risperimentando l’evento nel presente, fino alla completa perdita di consapevolezza dell’ambiente circostante. I flashback sono di solito accompagnati da intensa paura e reattività fisiologica (battito cardiaco accelerato, sudorazione, tensione muscolare e nausea). Il flashback avviene nel momento in cui il soggetto incontra dei particolari che associa all’evento (es un luogo ma anche un rumore, un odore, una sensazione fisica…) e possono fungere da riattivatori del ricordo traumatico. L’evento traumatico può essere anche rivissuto dal soggetto attraverso incubi, il cui contenuto è estremamente angoscioso e spesso riguarda, in maniera più o meno esplicita, persone, situazioni, luoghi o particolari legati all’evento.
Nel tentativo di evitare di rivivere l’esperienza del trauma, la persona può cominciare a evitare situazioni esterne che ricordano, simboleggiano o sono in qualche modo associate all’evento traumatico. Con il tempo, questa strategia di evitamento diventa sempre più problematica, poiché può portare a ritirarsi dalle interazioni sociali, smettere di frequentare i luoghi abituali, o cambiare significativamente le proprie abitudini per non incorrere in dettagli che possano scatenare sintomi disturbanti. L’evitamento può riguardare anche l’esperienza interna della persona: in maniera più o meno consapevole, l’individuo può opprimere ricordi spiacevoli o emozioni intense e negative, ad esempio facendo uso di alcool e droghe, gettandosi a capofitto nel lavoro, adottando comportamenti sessuali compulsivi e a rischio, giocando d’azzardo o infliggendosi dolore fisico mediante atti di autolesionismo.
L’evento traumatico non elaborato modifica anche la percezione della propria identità: la persona può sviluppare convinzioni o aspettative negative su se stessa (“sono cattiva”, “sono responsabile di quanto mi è accaduto”), gli altri (“non ci si può fidare di nessuno”, “gli altri vogliono sfruttarmi o abusarmi”) o il mondo (“il mondo è un posto pericoloso”, “non c’è speranza per il futuro”).
Per proteggersi dal dolore psicologico, la persona può cercare di distaccarsi dalle proprie emozioni, e può quindi risultare insensibile, disinteressata o estraniata rispetto agli altri, anche quando si tratta di persone care o di attività che precedentemente le procuravano gioia.
L’essere umano è evolutivamente programmato per combattere o fuggire da situazioni che sono pericolose in un determinato momento, ma quando il pericolo cessa dovrebbe cessare anche la difesa messa in atto. Nel caso del PTSD, poiché il trauma non è stato elaborato dal cervello, il soggetto percepisce il pericolo sempre imminente e dunque la modalità difensiva è costantemente attivata e si sviluppa una sorta di ipersensibilità ai potenziali segnali di pericolo, che porta a essere sempre in allerta, a rispondere in maniera esplosiva e rabbiosa anche in assenza di provocazione e a vivere in uno stato perenne di ipervigilanza e tensione, con importanti conseguenze sul benessere psicofisico.
Se ti riconosci in questa descrizione stai vivendo un momento di vita molto complesso, darsi la possibilità di superare la sofferenza e rivolgersi ad un professionista è un passaggio importante per poter elaborare l’esperienza traumatica e riprendere in mano la propria vita.
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